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SAN FRANCISCO

LA CITTÀ DELL'OTTIMISMO

Circondata quasi completamente da una baia, culla della Beat Generation negli anni Sessanta del secolo scorso e dell’innovazione dell’alta tecnologia in anni più recenti, San Francisco è una città dall’interessante passato che apre la mente e conquista il cuore.

Non fu un giorno qualunque quel 28 settembre dell’anno 1542. Sulla linea dell’orizzonte, al largo della costa californiana, i nativi della tribù dei Majaves videro profilarsi strane imbarcazioni. Era la flottiglia spagnola comandata dal portoghese, per alcuni storici spagnolo, Juan Rodríguez Cabrillo (1499-1543), un conquistador della prima ora. Fu il primo europeo a mettere piede sulle terre della California, quando sbarcò in quella che oggi è San Diego, da lui chiamata San Miguel.

 

Da lì l’esploratore iniziò a risalire la costa attraverso il Canale di Santa Barbara, giunse probabilmente fino a Punta Conception, da lui battezzata Cabo de Galera, ma poi il mal tempo e le tempeste sul Pacifico lo costrinsero a fare marcia indietro: non vi è pertanto certezza che l’equipaggio spagnolo abbia esplorato 

la baia di San Francisco. Nel novembre dello stesso anno la piccola flotta attraccò a Santa Catalina, un’isola dell’arcipelago delle Channel, luogo fatale per Cabrillo: cadendo da una roccia frastagliata si procurò una ferita che degenerò in cancrena e morì un paio di mesi dopo in un luogo imprecisato lungo la costa californiana.

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Dopo gli spagnoli, è certo invece che si stabilirono nel territorio della baia i frati francescani, domenicani e gesuiti impazienti di mietere anime in quel fertile territorio di evangelizzazione. La California entrò in tal modo nella sfera di controllo cattolico, ma l’insediamento coloniale rimase circoscritto a sparute presenze. La storia cambiò quando la baia di San Francisco nel 1776 fu raggiunta da una spedizione via terra, partita dal Messico, composta da 300 coloni (un miscuglio di popoli di origini indiane, americane, europee e afro-latine con al seguito 1000 capi di bestiame) guidata da Juan Bautista de Anza (1736-1788) e diretta verso l’Alta California.

 

Stabilitisi nella baia, a uno degli ufficiali di De Anza, José Joaquín Moraga, fu affidato il compito di costruire un forte militare e un pueblo (nella zona che oggi corrisponde a Portsmouth Square), con funzioni di presidio commerciale, battezzato col nome Yerba Buena dato per un particolare tipo di pianta che cresceva in quelle terre abitate dagli indigeni Ohlone. Alla fine dello stesso anno venne fondata dal frate Francisco Palóu la Mission Dolores o Misión San Francisco de Asís, oggi situata nella parte meridionale della città di San Francisco.

Tuttavia, il territorio californiano rimase ai margini dell’interesse spagnolo, tant’è che nel Nord si stabilirono non solo gli inglesi, ma anche i russi, che scendevano dall’Alaska lungo le coste del Pacifico.

 

Nell’attuale contea di Sonoma costoro fondarono Fort Ross, che nel 1841 cedettero allo svizzero John Sutter intenzionato a creare una città dell’utopia, pacifica e senza distinzioni di ricchezza. Lo scherzo del destino volle che nelle sue proprietà fossero scoperte le prime pepite che a metà Ottocento avrebbero scatenato la corsa all’oro.

 

La California intanto venne conquistata dagli americani durante la guerra con il Messico. Il capitano della marina americana John Berrien Montgomery il 7 luglio 1846 alzò la bandiera a stelle e strisce a Portsmouth Square, in onore della nave che aveva portato le truppe americane. L’anno successivo per rimarcare l’inizio di una nuova storia il governatore sostituì il nome di Yerba Buena con San Francisco. Si aprirono decenni di travolgente crescita economica e demografica, che fecero di San Francisco la più grande città dell’Ovest. Si riversò nelle sue strade una popolazione proveniente da ogni parte del mondo: caso unico di una comunità mista fatta di europei, russi, indiani, giapponesi e cinesi. Questi ultimi occupati soprattutto nei cantieri delle ferrovie, edificarono Chinatown. Lo sviluppo non fu spezzato dal terribile terremoto del 1906 (3000 morti, 200.000 feriti, 20.000 circa abitazioni distrutte), al punto che nel 1915 San Francisco ospitò un evento mondiale, la Panama Pacific International Exposition, per festeggiare l’imminente apertura del canale di Panama, che avrebbe fornito nuovo impulso alla crescita.

 

Vetrina della modernità con i suoi palazzi in stile vittoriano e liberty, San Francisco divenne anche il luogo della sperimentazione ingegneristica con la costruzione dei ponti e in particolare del celeberrimo Golden Gate, inaugurato nel 1937.

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Sapevi

che...

IL PALACE OF FINE ARTS,

nel Marina District di San Francisco è una rotonda greco-romana con colonne corinzie. È l’unico sopravvissuto degli edifici costruiti nel 1915 per la Panama Pacific International Exposition. Oggi ospita il museo scientifico e uno spazio destinato a spettacoli.

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