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IL RINASCIMENTO

DI SAN FRANCISCO

Città speciale, in cui molte culture convivono in un clima di libertà, nel dopoguerra San Francisco fu adottata dai movimenti alternativi della Beat Generation come la loro patria. Un gruppo di scrittori americani, provenienti da New York e formatisi alla Columbia University intorno agli anni Quaranta, si riunì intorno alla libreria e casa editrice The City Lights Bookstore (omaggio al film del 1931 Luci della città di Charlie Chaplin) fondata nel 1953 dal poeta Lawrence Ferlinghetti (1919) e dal sociologo Peter Dean Martin (1923-1988) specializzata in libri tascabili e situata nel quartiere italiano di North Beach. Ferlinghetti e Martin curavano la pubblicazione di un giornale chiamato “City Lights” che dava voce al fermento culturale dell’area della Baia di San Francisco.

 

I lavori di scrittori come Jack Kerouac (1922-1969) ed Allen Ginsberg (1926-1997) vennero pubblicati da Ferlinghetti: in particolare il poema Howl (1956) di Ginsberg suscitò molto clamore a addirittura l’arresto dello stesso Ferlinghetti con l’accusa di diffusione di oscenità. Il movimento della Beat Generation, che avrebbe ispirato negli anni Sessanta quello hippy dei cosiddetti Figli dei fiori, spingeva idee come il rifiuto delle norme legate ai valori tipici della morale americana, la sperimentazione delle droghe psichedeliche, la libertà nei costumi sessuali, l’interesse per la religione orientale, il rifiuto del materialismo economico. Ferlinghetti possedeva una baita a Big Sur che divenne la principale ambientazione del romanzo di Jack Kerouac del 1962 Big Sur in cui Ferlinghetti è Lorenzo Monsanto, colui che aiuta il protagonista (alias Jack Kerouac) a ritirarsi nella natura per sfuggire all’alcol.

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Polaroid di viaggio

IL VESUVIO CAFÈ

si trova davanti al The City Lights Bookstore. Fondato nel 1948, il locale era frequentato da numerosi esponenti della Beat Generation, tra cui Jack Kerouac, Allen Ginsberg, Lawrence Ferlinghetti e Neal Cassady.

“Faccio anche lunghe escursioni con la curiosità di vedere che cosa c’è nell’altra direzione, verso l’entroterra, risalendo per qualche miglio di strada sterrata che porta a ranch isolati e ad accampamenti di taglialegna – Arrivo in valli immense tristi e silenziose dove si vedono sequoie alte cinquanta metri in cima alle quali talvolta si distingue nettamente un uccellino posato proprio sul ramo più alto – L’uccellino sta in equilibrio lassù come a sorvegliare la nebbia e i grandi alberi – Un fiore ondeggia in lontananza sulla parete opposta del canyon, l’enorme nodo di una sequoia sembra la faccia di Zeus [...] e pensi: ‘Siamo ben lontani dalla Beat Generation in questa foresta pluviale’.”

(Jack Kerouac, Big Sur, 1962)

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