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ALCATRAZ

LA FAMIGERATA ISOLA DEI PELLICANI

Il mafioso Al Capone detto Scarface, George “Machine Gun” Kelly, il criminale “Birdman” Robert Stroud sono solo tre degli ospiti del penitenziario di Alcatraz attivo come centro di detenzione di massima sicurezza dal 1934 al 1963. Prima del 1934, negli anni della corsa all’oro, l’isolotto al largo della baia di San Francisco, conosciuto anche come “The Rock” per la sua conformazione rocciosa, aveva ospitato prima un faro e poi una fortezza militare trasformata in prigione militare e poi federale.

 

Terribilmente inospitale, scappare dal penitenziario era impossibile per via delle correnti della baia e delle acque gelide, poteva ospitare fino a 336 persone, ma arrivò a 270 ospiti al massimo. Vi venivano reclusi coloro che, poiché insubordinati o difficili da trattare, erano mandati via da altre carceri. La prigione venne chiusa nel 1963 a causa degli alti costi di gestione: tutto doveva arrivare via mare, anche l’acqua.

 

Nel 1969 un gruppo di nativi americani occupò l’isola e il penitenziario abbandonato con l’intenzione di trasformarla in un centro culturale. Vennero sgombrati dopo un anno, ma ancora oggi sono ricordati dai murales (You are on an Indian land). Alcatraz resta fissata nell’immaginario collettivo come la colonia penale per antonomasia grazie al film Fuga da Alcatraz (1979) con Clint Eastwood basato sul libro Escape from Alcatraz (1963) di J. Campbell Bruce in cui è raccontata la fuga dal penitenziario – probabilmente riuscita – di Frank Lee Morris e dei fratelli Clarence e John Anglin.

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Polaroid di viaggio

TRA GLI EDIFICI

DI ALCATRAZ

sopravvissuti al tempo c’è la ciminiera della centrale elettrica.

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